Rethink your Garbage, arte per sensibilizzare

Arte e cultura

Questo progetto italo-francese promuove un riciclo estetico per fermare il degrado ambientale del pianeta

Re. Questa sarebbe la nota che meglio definisce Lucilla Bellini e Magali Brincat. Non si dedicano alla musica, ma si preoccupano, e molto, di come sintonizzarsi con l’ambiente. Questo duo compone con creatività in modo che le loro opere generino la consapevolezza di ridurre, riutilizzare e riciclare. Sono Rethink your Garbage (che vorrebbe dire ripensa la tua spazzatura).
Brincat, designer di Clermont-Ferrand (Francia), Bellini, fotografa e artista fiorentina,

si incontrano per caso a Tenerife all’inizio del 2017, nell’effervescente Café Ecléctico. Ben presto emerge un’amicizia che include un comune impegno per l’ambiente; una sensibilità che entrambe hanno avuto fin dalla tenera età per l’influenza della famiglia o della scuola. Inoltre, confessano che nell’isola di Tenerife – dove risiedono – passano più tempo a contatto diretto con la natura, vivono vicino al mare e andare a fare escursioni in montagna è un’opzione relativamente vicina.

È un’iniziativa eclettica che cerca sinergie diverse,
con il lavoro che comporta

E quella confluenza non poteva trovare una migliore maniera di esprimersi che l’arte: la bigiotteria con uno stile molto personale come mezzo per trasformare i rifiuti in prodotti belli e, soprattutto, per denunciare l’uso sproporzionato della plastica nella nostra società.
La prima pietra miliare di Rethink your Garbage è il 17 maggio 2017, in occasione del Giorno Mondiale del Riciclo.

 

La loro filosofia si riflette nelle fotografie sulla spiaggia de La Tejita (Granadilla de Abona), con le loro creazioni riciclate. Bellini dietro l’obiettivo e Brincat come modella. Il loro coinvolgimento nel progetto raggiunge tutti i possibili aspetti e il risultato viene mostrato sui social network del marchio.

Una volta stabilite le basi, avrebbero potuto mantenere una linea continua. Ma no, Magali e Lucilla amano le nuove sfide, che servono anche ad ampliare l’eco della loro causa. Ricordano come punto di svolta, quello stesso anno, che l’imprenditrice Lupe Castro le invitò a collaborare ad un evento, creando una collezione di Rethink Your Garbage che andasse in coordinato con gli abiti del designer di Gran Canaria Pedro Palmas. Un’esperienza fashion che risultò molto interessante.
Poi nel 2018, si misurano con un’altra sfida chiamata Wings (Ali), che le riporta al Café Ecléctico. Devono realizzare delle ali, sempre partendo dal riciclo ma con più sfumature scultoree e artistiche dal momento che la destinazione è una sfilata: usano quindi grucce di metallo, filo, vinile microcoperforato, pluriball, telone copritutto da imbianchino e vernice spray.
Da lì nascono due direzioni importanti: da un lato, la collaborazione per uno spettacolo di danza, con la ballerina italiana Elide Fabbretti e il suo Evolución Ballet, a cui forniscono maniche di plastica riciclata;
e dall’altra decidono di realizzare ampie serie fotografiche di ogni creazione in luoghi con molta personalità. Per dare un’esempio del loro impatto, una delle foto della serie Demonio Plástico‘ viene selezionata da BACOS 2018, la Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Emergente, a San Miguel de Abona; e un’altra immagine della serie Post Plasticum” viene pubblicata sulla rivista di tendenza canaria Con Estilo“.
E c’è di più. Quattro foto di Rethink your Garbage quest’estate 2019 faranno parte della mostra collettiva Phe Gallery, collegata al noto evento musicale Phe Festival, a Puerto de la Cruz.
Vale la pena soffermarsi sulla terza e più recente serie che va sotto il nome di Plastica Mistica“. Un lavoro insieme al marchio di moda Abissi di Valeria Scoppa, che le porta alla progettazione di un corpetto, un copricapo e un bracciale, realizzati con plastica e corde, decorati con vernice spray, rete da pesca, catena in ottone, perle boeme e amazzonite. Nell’aprile 2019, tutti questi elementi fanno parte della sfilata di moda Abissi durante la Fiera Internazionale della Moda di Tenerife. 

Dal momento che Rethink your Garbage ha un chiaro profilo didattico, impartiscono un laboratorio di riciclo creativo in collaborazione con Greenpeace a Tenerife (nel negozio Don’t Panic de La Laguna), che viene trasmesso a livello nazionale dal canale Cuatro. Allo stesso tempo, fanno diverse collaborazioni con l’associazione Canarias Libre de Plásticos”, comprese le pulizie della spiaggia e le vendite di prodotti congiunti. Prodotti disponibili al pubblico in punti vendita commerciali e eventi privati, al fine di finanziarsi e continuare a progredire, non con obiettivi economici di per sé, come si qualificano.

Come si è spiegato, loro stesse raccolgono le materie plastiche dalla costa, principalmente, o in  altri luoghi con rifiuti. Non è sempre facile il processo di conversione artistica, poiché si trovano di fronte a texture diverse, a forme predeterminate e devono adattarsi e cercare soluzioni. È un’iniziativa eclettica che cerca sinergie diverse, con il lavoro che comporta. Infatti, molte volte hanno più energia del tempo a disposizione, per le loro rispettive professioni, quindi si concentrano sul fare cose emblematiche con messaggi chiari.

Ed è inevitabile sapere, una volta che Rethink your Garbage, ha già passato i due anni di vita, come vedono l’attuale situazione ambientale. Con molto pessimismo“, sottolineano. Andando sul concreto, ricordano come un giorno scoraggiante una pulizia sulla costa di El Porís (Arico), per via della quantità di plastica per di più mescolata con catrame, mentre la gente camminava, faceva il bagno o surf totalmente noncurante della situazione allarmante davanti ai loro occhi. Si sentirono come “marziane” in quel contesto. Credono che ancora manchi un profondo cambiamento nella mentalità, e che pur essendo positivo riutillizare e riciclare, la priorità ora è quella di ridurre, fermare la plastica usa e getta.

Detto in modo simbolico, sarebbe come fare un passo indietro di cinquant’anni, quando non esisteva una società in preda al consumismo.
Almeno, e nel frattempo, sì, percepiscono che stanno raggiungendo le persone attraverso le loro creazioni, attraverso l’estetica e i contenuti sostenibili. Tra i loro prossimi progetti, stanno già pensando di dare un nuovo salto alle installazioni di grande formato e avvertono: “Siamo perseveranti (nel senso naturalistico), ma ci deve essere un messaggio, un senso, è un argomento che ci tocca e che ci interessa”. Il Re della resistenza naturale ha trovato un alleato molto prezioso in Rethink your Garbage.

DONDE ENCONTRAR A RETHINK YOUR GARBAGE:

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